/ Relitti e Secche Trimix Ipossico / Relitto del Ravenna


"Nessun meandro, nessuna fessura può pensare di essere al sicuro dall'uomo-pesce, nessuna fenditura, nessuna grotta è troppo profonda o troppo scura." - Hans Hass

Oggi giace su un fondale sabbioso ad una profondità di circa 91 metri difronte a Capo Mele ( Andora ), in perfetto assetto di navigazione. La corrente, che di solito in questo punto è molto forte, oltre a garantire una visibilità eccezionale, ha permesso il fiorire sullo scafo di moltissimi organismi, in particolare gorgonie (Paramuricea clavata) e corallo nero (Antipathes subpinnata), in quantità veramente abbondante.
Tutto questo, unito alla presenza di grandi cernie di fondale, fa sì che questa immersione regali enormi emozioni, considerando che il relitto è ancora moderatamente vergine e si possono quindi ancora trovare al suo interno stoviglie e suppellettili.
Il relitto è integro, tranne la poppa. I ponti superiori (in legno) sono sfondati e permettono una diretta penetrazione negli alloggi e nella sala da pranzo dove è ancora possibile vedere una grande quantità di porcellane. La prua, con il tagliamare diritto, è impennata e quindi è possibile passarci sotto.

Nome: Ravenna
Tipo: piroscafo
Anno di costruzione: 1901
Cantiere: Nicolò Odero fu Alessandro & C. - Sestri Ponente  (Italia)
Armatore: Italia S.A. di Navigazione - Napoli  (Italia)
Nazionalità: italiana
Stazza lorda: 4.101 tonnellate
Stazza netta: 2.549 tonnellate
Lunghezza: 110,69 metri
Larghezza: 13,10 metri
Apparato motore: 1 macchina a triplice espansione. Caldaie a carbone
Cavalli indicati: 2.500
Eliche: 1
Velocità: 12 nodi

Data affondamento: 4 aprile 1917
Causa affondamento: siluramento da parte del sommergibile tedesco U-52
Rotta: in navigazione da Buenos Aires a Genova
Carico: passeggeri e carbone

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